Islanda in 9 giorni

Da sapere sull’Islanda (viaggio in 9 giorni e 8 notti - mese di Maggio):

-il fuso orario è -2 h rispetto all’Italia.
-a fine Maggio non diventa mai notte, il sole tramonta alle 22.30 circa, temperature medie 8°C.
-non è più possibile vedere l’aurora boreale.
-la moneta è la corona islandese, 1 euro corrisponde a 140 ISK circa.
-le strade della Ring Road (n1) sono veloci, molte asfaltate alcune sterrate ma in ottimo stato, verso l’interno alcune sbarrate, alcune innevate.
-i benzinai sono molti, niente paura!
-i supermercati comuni si chiamano “Bonus”, “Kronan”, “Netto”. Gli alcolici si trovano solo in alcuni negozi es. Vinbudin
-fate attenzione a quando aprite le portiere della macchina, il vento è forte.
-foss = cascata – kull ghiacciaio
-grazie all’estrema fantasia degli islandesi non vi stupirete di trovare molte città con lo stesso nome, cascate con il nome di città e cosi via..
-se vi offrono un aperitivo a base di squalo rifiutate con gentilezza.

Il mezzo: furgone\camper

Kangoo camper Islanda

Florian il mio compagno di viaggio e il camper Renault Kangoo

Dall’ aeroporto di Keflavik ritiriamo il nostro Renault Kangoo prenotato online, adattato a camper del tutto artigianalmente: nel vano posteriore è montata una tavola in legno dove poggia un materasso matrimoniale con sacchi a pelo, sotto un frigo, stoviglie e un sistema di riscaldamento; no doccia, no bagno. Senza ragionare troppo sulla fortuna/sfortuna di guidare un mezzo nuovo di pacca, partiamo al rodaggio per le strade islandesi.

C’è solo un criterio per visitare l’Islanda: seguire la Ring Road, la strada principale n1 che come un anello fa tutto il giro dell’Isola, da qui partono i sentieri e le strade offroads per raggiungere le infinite attrazioni naturali. Io e Florian la faremo in senso antiorario. Abbiamo un furgone con un materasso e per la doccia e il bagno ci arrangeremo lungo la strada. In Islanda qualsiasi cosa è proprietà privata ma ci si può accampare ovunque, i camping sulla Ring Road a Maggio sono aperti, hanno un’area di posteggio e una struttura per le docce, bagni, lavatrici e lavapiatti, il costo va dai 7 ai 10 euro a testa ( stagione invernale).

-1° GIORNO: Keflavik-Geysir – sud/ovest

km: 160

tempo in viaggio: 3 ore

Islanda in 9 giorni

Prime prove Nikon

Atterriamo a Keflavik alle 16, l’aeroporto di scalo principale da/per l’Islanda, l’idea è di sfruttare le ultime ore della giornata per iniziare il Golden Circle, un anello nell’entroterra a sud ovest dell’isola che collega le maggiori località naturali. Sorpassiamo Reykjavík e iniziamo il Golden Circle attraversando (senza fare tappe) il parco naturale di Þingvellir fino ad arrivare dopo 160km al famoso sito Geysir, qui a pochi metri dal Geyser per eccellenza, ormai tappato (forse per sempre) l’acqua scorre in superficie a circa 100°C ed è famoso per il geyser Strokkur che quando gli va, spruzza fino a 20/30 metri. Qui c’è di tutto, il benzinaio, ristorante, albergo e anche il camping, percui ci fermiamo per la prima notte.

-2°GIORNO: Geysir-Solheimajokull – sud/ovest

km: 200

tempo in viaggio: 4 ore

Islanda in 9 giorni

Cascata Gullfoss – Golden Circle

Una giornata infinita (per fortuna), la più spettacolare di tutta la settimana forse, dopo i Geyser (anche di giorno) con le pozze bollenti, a una buona mezzora raggiungiamo l’estremità del Golden Circle con la cascata Gullfoss (cascata d’oro), bella perchè molto larga anche se bassa è visitabile da più lati. Qui si trova anche un tipico negozio di lana islandese. Prossima tappa ad un oretta di strada è il cratere Kerið, spettacolare da quanto corrisponda all’idea classica che abbiamo di un vulcano, all’interno della bocca si è formato anche un laghetto. Finiamo il Circolo d’Oro dopo circa 170km complessivi raggiungendo in tardo pomeriggio la città di Selfoss a sud-ovest dove c’è di tutto per fare rifornimento di gasolio, cibo e sopprattutto vino. Ufficialmente iniziamo la Ring Road in un percorso molto interessante di appena 60 km che però ci impegnerà fino a tarda sera. Inumiditi dalla cascata Seljalandsfoss e da una simpatica pioggerellina non abbiamo scelta che raggiungere l’ hotpot Seljavellir (GPS: N63°33.664 W19°37.131 – a 15 minuti a piedi dalla strada) per un bagno bollente in una vasca d’ acqua sulfurea 40°C ai piedi del famoso vulcano Eyjafjallajökull. Ultima tappa della giornata la cascata Skógafoss dove c’è anche un camping e un ristorante. Decidiamo di grigliare e accamparci poco più avanti, al bordo del ghiacciaio Solheimajokull (qui dal visitor center, organizzano numerose camminate ma svegliandoci tardi per via del sonno pesante dal vino non visiteremo).

-3° GIORNO: Solheimajokull-Jökulsárlón – sud

km: 230

tempo in viaggio: 2/3 ore

Islanda in 9 giorni

Aereo abbandonato – Vik

Come avrete intuito facilmente dall‘itinerario questa giornata inizia e si conclude ai piedi di un ghiacciaio. Ci mettiamo alla ricerca di un aereo abbandonato negli anni ’70 e come per tutte le attrazioni islandesi i cartelli non aiutano, in questo caso non ci sono proprio. Si cerca il Wrecked DC-3 Plane sulla mappa google (o si setta il navigatore alle coordinate GPS 63.459523 -19.364618); dopo pochi minuti di auto dal ghiacciaio a destra della strada vedrete un piccolo parcheggio dal quale parte uno sterrato (chiuso alle macchine) in mezzo ad un deserto che si estende verso il mare a perdita d’occhio, il vento vi spingerà per circa 3,5km per circa 40 minuti prima di raggiungere la carcassa; per questa tappa considerate in tutto un paio d’ore. Percorrendo 10/15 km una tappa fondamentale: un bivio vi porterà ad affacciarvi a picco su Kirkjufjara la spiaggia nera più famosa dell’Islanda, raggiungibile in macchina anche il vicino faro Dyrhólaey eretto su un altopiano con vista mozzafiato sulla roccia scavata dal mare e nido di migliaia di uccelli. Tornando sulla Ring Road e percorrendo un’altra manciata di km si arriva sull’altro lato della Black Beach affacciata davanti alla grotta di Basalto. Facciamo altri 10 km e arriviamo a Vik paesello conosciuto e di discrete dimensioni, utile per rifornimenti vari. I prossimi 180 km ci consentono di ricaricare finalmente le batterie della reflex Nikon, ma il paesaggio è talmente interessante e variegato da far volare via ogni km senza accorgersene. Proseguiamo un paio d’ore fino allo Skaftafell Visitor Centre in prossimità di Vatnajökull il ghiacciaio più esteso dell’Islanda, qui si può scegliere tra le tantissime proposte del parco nazionale, dalla famosa cascata di basalto Svartifoss alle escursioni tra i ghiacci, all’interno delle cave di ghiaccio, nei boschi di conifere; vale la pena dedicargli almeno una giornata. Decidiamo di fermarci mangiando ai piedi del ghiacciaio, poi sfruttando la luce del giorno arriviamo fino alla laguna ghiacciata più famosa ed estesa d’Islanda: Jökulsárlón Glacier Lagoon; lo spettacolo alla mezzanotte è impagabile e forse il più suggestivo di tutto il viaggio, il sole ormai è sparito e ne rimane una luce magenta mista al blu del cielo, il silenzio è interrotto dal verso di qualche uccello e dalle imponenti masse di ghiaccio che si spezzano tonfando nell’ acqua immobile.

-4°GIORNO: Jökulsárlón – Egilsstaðir – sud/est

km: 300

 

tempo in viaggio: 4 ore
Islanda in 9 giorni

laguna ghiacciata Jökulsárlón – costa sud

Jökulsárlón la laguna più bella e conosciuta dell’islanda merita la visita di una mattinata, si estende fino al mare dove una distesa infinita di ghiacci di grandi dimensioni piano piano si accumula anche sulla spiaggia, risalendo verso monte invece il lago nato dallo scioglimento del ghiacciaio lascia a bocca aperta, un’area ricca di volatili e foche, si organizzano anche escursioni in barca tra gli iceberg, noi optiamo per assaggiare la zuppa di pesce locale. Dopo una breve sosta ad Hofn per i rifornimenti, iniziamo il lungo percorso dei fiordi del sud est, uno diverso dall’altro, la strada è a picco sul mare e priva di guardrail, a tratti sterrata, il vento è fortissimo, ma ne vale la pena. All’altezza di Breiðdalsvík decidiamo di rientrare verso l’interno dell’ isola, scolliniamo su un altopiano innevato per poi arrivare nel discreto centro di Egilsstaðir dove approfittiamo di un camping ben attrezzato per fare finalmente la prima doccia.

- 5°GIORNO: Egilsstaðir – lago Mývatn -centro/ovest

km: 170

tempo in macchina: 2 ore

Islanda in 9 giorni

cratere vulcano Krafla – Lago Mivatn

Oggi continuiamo in direzione nord passando ancora per l’entroterra, dobbiamo attraversare un altopiano dove la distesa di neve è interrotta solo da qualche torrente, arriviamo dopo un paio d’ore di viaggio e 160km alle cascate Dettofoss e Selfoss tra le più alte e belle dell’Isola e suggestive poichè le uniche ancora circondate dalla neve, facilmente raggiungibili a piedi camminando per 7/800 metri per un sentiero innevato. Ancora prima di arrivare al lago, d’obbligo è la visita al cratere Krafla, all’interno di una località ricca di sorgenti sulfuree dove ha sede la Krafla Power Plant station, una centrale geotermica da 60-megawatt (MW) che sfrutta appunto l’energia proveniente dal suolo. Qui vicino un’altro sito da visitare sono le solfatare di Námafjall e Hverarönd, un’aerea pervasa dal fumo che dal suolo esce con prepotenza sprigionando il tipico odore di zolfo; in questa zona c’è la Mývatn Nature Baths, una piscina di acqua calda termale a ridosso di un bel locale ristorante e punto informazioni, l’ingresso è circa 30 euro. Arriviamo nel pomeriggio inoltrato a Reykjahlid un piccolissimo paese (utile per i rifornimenti), mentre la vera destinazione è il lago Mývatn, qui ogni formazione montuosa che ci circonda è di natura vulcanica: il cratere Hverfjall, Höfði, i labirinti tra le formazioni di lava di Dimmuborgir dove nel periodo natalizio è possibile incontrare gli elfi islandesi Jule Lads. La sistemazione per la notte non può che essere ai piedi di ben tre crateri vulcanici con vista mozzafiato sul lago a 360° a perdita d’occhio fino ai fiordi del nord.

6°GIORNO: Lago Mývatn – Siglufjörður -centro/nord- ovest

km: 230

tempo in macchina: 3 ore

Islanda in 9 giorni

Avvistamento balene cetacei – Husavik

Circa 50 km in direzione nord arriviamo al paese di Húsavík, il centro nevralgico delle escursioni per l’avvistamento dei cetacei: ci sono varie agenzie e vari tipi di escursioni, dalle 2 ore in su in mare aperto offrono circa il 97% di possibilità di vedere le balene (praticamente una certezza), navigando dall’isolotto di Lundey famoso per ospitare i puffin ovvero le pulcinelle di mare islandesi, fino ad arrivare all’isola di Grimsey tagliata in due dal Circolo Polare Artico. Ultime cascate degne di visita sono le Góðafoss o “cascate degli Dei”, raggiungibili al rientro da Húsavík (tornando di poco indietro sulla strada n1). Akureyri è uno dei centri abitati più grandi dell’Islanda, dopo un check-up al furgone/camper ci riaffacciamo sul fiordo e dopo un ora abbondante arriviamo nell’estremo nord a Siglufjörður, un villaggio di 100 anni protetto dal fiordo, ha visto passare il 20% di tutto il traffico portuale d’Islanda negli anni dello sviluppo economico; qui si può ormeggiare la barca ed arrivare all’impianto di risalita da scii in 5 minuti, con le sue case colorate, con il classico prato sul tetto, un grosso veliero abbandonato, è il villaggio più pittoresco e bizzarro che abbiamo visitato in questi giorni.

7°GIORNO: Siglufjörður – Borgarnes – ovest

km 220

tempo in macchina: 5 ore

Islanda in 9 giorni

hot pot Grettislaug – Sauðárkrókur costa nord

Il vento forte e la pioggia fitta rendono più noioso questo giorno quasi interamente passato in viaggio, per rendere tutto più interessante optiamo per una sosta agli hot-pot di Grettislaug, mentre ci fermiamo per un fish&chips nel paese di Sauðárkrókur. Da qui abbandoniamo il fiordo in direzione sud; nella regione di Kalmastunga sono presenti le cascate Hraunfossar & Barnafoss, sorgenti d’acqua calda e le grotte laviche di Surtshellir. L’arrivo è in serata nel centro di Borgarnes.

8°GIORNO: Borgarnes – Reykjavík – sud/ovest

km 112

tempo in macchina: 2 ore

Islanda in 9 giorni

Centro di Reykjavík

Ultimo breve tratto di viaggio è tutto verso sud-ovest. Arriviamo a Reykjavík nel primo pomeriggio dove consegnamo il furgone/camper Kangoo e ci dedichiamo al tour della Capitale. Dopo un pò di shopping, happy hours e cena, partiamo nella notte con l’ultimo shuttle della FlyBus in direzione Keflavik aeroporto.

9°GIORNO Reykjavík – Zurigo

Ritorno a casa.

Attrezzatura fotografica:

Attrezzatura fotografica nikon

attrezzatura fotografica nikon

A Maggio in Islanda non è più possibile vedere l’aurora boreale né la via lattea perché non diventa mai notte fonda, inoltre le grotte di ghiaccio sono già chiuse; la maggior parte degli scatti saranno panorami talvolta molto ampi, talvolta in spazi ristretti (es cascate o formazioni rocciose) lasciano preferire un obbiettivo grandangolare, inoltre la presenza massiccia di volatili, la possibilità di immortalare animali selvatici a media distanza, balene, puffin, richiede comunque una lente dalla forte escursione oppure un tele da almeno 200mm. Le mie considerazioni mi hanno portato ad accoppiare la reflex Nikon D7100 ad un Nikkor 16-85 f3.5-5.6 che della luminosità non fa di certo un vanto ma ha un’ottima nitidezza, resistenza al flare ed una sufficiente escursione (equivalente ff 24-127) che nel crop della d7100 1:3 arriva ad un equivalente ff di quasi 170mm di lunghezza focale; ho sperimentato qualche lunga esposizione (sopprattutto per le cascate) e mi sono portato un filtro ND 8 + polarizzatore Hoya; cavalletto Benro in magnesio e alluminio.

Come mi sono trovato? a 16mm la distorsione è accettabile, sufficiente in ogni occasione, non abbastanza se amanti di tendenze super-grandangolari da drammaturghi, per i panorami ampi sono comunque necessari più scatti; con filtro nd e polarizzatore montati la vignettatura diventa imbarazzante; alle focali lunghe ci si può divertire a catturare qualche foca o gabbiano islandese, ma nulla di ravvicinato; filtro ND 8 insufficiente è necessario almeno un 10; per Benro ottimo rapporto peso/portabilità è veloce da aprire e molto comoda la testa B1 orbitale. Consiglio un caricabatteria con presa accendisigari e almeno 3 memorie per circa 30gb totali. Una protezione anti acqua è molto consigliata e sono felice di non averne avuto bisogno. Non dimenticare i panni in microfibra perché le lenti si sporcano ad ogni scatto.

Islanda in 9 giorni

In Islanda il tempo cambia rapidamente, così come le emozioni che si provano dietro l’angolo….di un fiordo, sotto lo scroscio di una cascata, nella bocca di un cratere, ai piedi di uno degli ultimi ghiacciai esistenti sulla Terra che si scioglie sotto i propri occhi, o sulla riva del mare del Nord, a pochi passi dal Circolo Polare Artico; essere sorpresi da fiotti d’acqua a 100 gradi schizzare 30 metri sopra di te non è cosa da tutti i giorni… vedere il cratere lasciato dal Geyser padre di tutti i geyser del pianeta, sapendo di essere nel bel mezzo della faglia in movimento che allontana 3 centimetri l’anno Europa e America è ancor più da brividi; scoprire l’ospitalità di un islandese che ti offre orgoglioso dell’ottimo squalo putrefatto dal sapore di ammoniaca, oppure dimenticarsi di quei 2 gradi, tuffandosi nell’acqua bollente che dal centro della terra arriva ai piedi del vulcano Eyjafjallajökull, (noto nel 2010 per aver tenuto in scacco i voli di mezza Europa a causa delle sue ceneri), ma anche accamparsi un po’ dove e quando si vuole, scegliendo la vista dei fiordi Islandesi, sbattuti dal vento come i numeri nel pallottoliere, ti fa sentire ancora di più a contatto con questo mondo.

GUARDA L’ALBUM

Matteo Pierangeli